Ottobre 2010 - Di Ceglie Francesco - Olympia Grifo

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Ottobre 2010 - Di Ceglie Francesco

Interviste

Dieci anni di Ju Jitsu, Tre campionati Italiani vinti, medaglia d'oro al trofeo Internazionale di Cuba, e tante altre vittorie in campo nazionale sia a livello individuale che di squadra

Cosa significa per te fare Ju Jitsu? Cosa ti ha insegnato la pratica della "Dolce Arte" ?
“Per me il Ju Jitsu non è solo uno sport: è una filosofia, una scienza, un’arte. La prima cosa che viene insegnata è l'educazione e il rispetto verso gli altri, perché solo disciplinando la mente si può controllare appieno il proprio corpo. La cosa più importante non è conoscere l'avversario ma conoscere se stessi.”
In un caso reale, il Ju Jitsu è efficace? E perchè?
“Sono pienamente convinto dell'efficacia del Ju Jitsu nell'ambito della difesa personale e non solo per le mie esperienze personali. Esso è un’arte marziale basata sullo sfruttamento della forza dell'avversario, quindi è praticabile da chiunque. Ovviamente c'è bisogno di impegno per apprendere le tecniche, ma una volta assimilate diventa molto difficile essere colti alla sprovvista, perché col tempo si impara che nessuna situazione è senza via d'uscita.”
Cosa pensi dell'agonismo nelle arti marziali?
“L'agonismo è importante perché permette di confrontarsi con altri atleti e testare il proprio livello di allenamento.”

Il combattimento più difficile che ricordi?
“Sicuramente la prova più difficile che ho affrontato è stata la mia prima gara internazionale a Cuba; fino ad allora avevo avuto solo esperienza con il regolamento di gara in Italia, che è più rigoroso. Non ero preparato all'atteggiamento più aggressivo e meno tecnico degli avversari e agli arbitri più permissivi e mi sono trovato in difficoltà. Questa però è stata anche la gara che ha dato una svolta positiva al mio approccio al combattimento.”

Qual è stato, ad oggi, il traguardo più importante raggiunto sul tatami? Quanto ti è costato?
Ho raggiunto obiettivi importanti nella mia carriera, ma ciò che mi ha inorgoglito di più è stata la conquista del mio primo titolo italiano, indubbiamente è costato molto sacrificio, ma la felicità e la soddisfazione di quel momento sono indimenticabili.”
Come vedi il tuo futuro sul tatami?
“Ci sono ancora molti traguardi agonistici che voglio raggiungere, ci sono tantissime cose che devo ancora imparare e non nascondo che un domani mi piacerebbe mettermi a disposizioni di quanti sono ansiosi di conoscere e apprendere i segreti di questa nobile Arte.”

 
 
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